- COMMENTO INIZIALE DEL MINISTRO SULLA 180
Il Ministro ha espresso la volontà di creare uno spartiacque per le università migliori, il decreto attuerà un blocco del turnover e aiuti ai ricercatori per favorire il ricambio generazionale, misure apprezzabili sul Diritto allo studio.Tramite la quota del 7% dei finanziamenti statali non dati a pioggia si può investite nella qualità della ricerca.
- Intervento a nome del mio gruppo "UDU-Studenti di Sinistra-Studenti democratici"
Rammaricati per una questione metodologica. Far passare una riforma dell’università con un iter parlamentare molto ridotto non è condivisibile. Ci siamo ritrovati lo stesso metodo anche con il 180! Siamo d’accordo sull’intervento del diritto allo studio. Ma quei 135 M€ sono per le borse o per i prestiti d’onore? E’ la concezione di diritto allo studio che non ci vede d’accordo. Le stesse linee guida sono in generale condivisibili sul dsu ma nel merito sono preoccupanti: volontà di mettere in pratica il discorso delle fondazioni; la volontà di ridurre il dsu tramite il prestito d’onore, ecc. Si parla di ANVUR ma quali sono i tempi? Tutto questo ci è sembrato frettoloso e fatto solo per dare risposta alle contestazioni. La 180 non è una risposta. Ad esempio, il divieto per chi supera il 90%FFO con i tagli tutti gli atenei saranno al limite. Come intende portare avanti le linee guida?
- Intervento a nome di CLDS (Coordinamento Liste diritto allo studio-CL)
Positivamente colpito dell’aver voluto iniziare da subito la riforma dell’università. Ci ha colpito la centralità dello studente. Non è sempre messo in pratica in tutti gli ambiti: es, diritto allo studio; diritto allo studio di seconda generazione (rete integrata di servizi, spendibilità della borsa; differenziare la borsa per costo della vita). Favorevoli alla riduzione delle sedi decentrate. MA si creeranno un numero di studenti fuorisede maggiore quindi occorrono maggiori posti alloggio. Partecipazione dello studente alla governance degli atenei (il cui giudizio è importante in merito all’offerta formativa, ai servizi, alla formazione). Altro punto importante espresso nelle linee guida è il merito. Sarebbe una grande innovazione realizzarlo. La valutazione deve riguardare non solo gli atenei (come già si inizia a fare) ma tutti i corsi. Valutazioni di ricerca, didattica, ecc. Gli studenti stessi, scegliendo un’ università anziché un’altra danno un peso di valutazione. Occorre razionalizzare l’offerta formativa. L’abbandono è molto alto. Rafforzare l’attuale tutorato, affiancando agli studenti del primo anno figure autorevoli. Valore legale del titolo di studio. L’accreditamento va bene perché inizia un percorso di valutazione del merito, ma quali sono i criteri? E le prospettive?
- Intervento di Azione Universitaria
Rappresentiamo quella maggioranza silenziosa che non manifesta. I risultati alla Sapienza hanno sancito che la maggioranza degli studenti vuole un cambiamento e un miglioramento. Parole d’ordine quali “merito”, “qualità”, “trasparenza”. Nella 180 sono recepite alcune nostre istanze (concorsi, trasparenza, meritocrazia reale, incentivo nel DSU), ma c’è ancora molta strada da fare. Chiediamo che affinché si giunga ad un miglioramento delle nostre università occorano alcuni semplici interventi. Interrompere gli sprechi penalizzando gli atenei che spendono male i propri soldi (interventi concreti contro questi). Si pensi alle piccole sedi staccate proliferate; alle baronie che chiudono ai giovani la possibilità di proseguire il proprio percorso accademico. Appoggiamo l’indirizzo del governo che mira a ridurre i fannulloni, lo spreco di risorse e chiediamo che venga applicato anche alle università. Verificare la capacità reale dei docenti di insegnare. Chiediamo che nelle linee guida venga normato il punto che impedisca l’aumento delle tasse universitarie. Si auspica di spendere meglio quanto c’è in modo da avere dal 2010 più risorse per il DSU, l’internazionalizzazione e la ricerca. Si auspica infine il rispetto della legalità all’interno degli atenei. Uno dei criteri per valutare la qualità degli atenei deve essere il rispetto della legalità. Episodi come l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza non dovrebbero ripetersi.
- REPLICA DEL MINISTRO
Occorre affrontare il tema dell’Università senza la lente di ingrandimento dell’ideologia. Il sistema ha troppe falle e non è giusto dare alla finanziaria la colpa. La manovra è criticabile ma alcuni vizi ed errori storici dell’università vanno criticati e questo non può che essere il PUNTO DI VISTA DI NOI GIOVANI. Il tema delle fondazioni non mi appassiona. La finanziaria non obbliga ma si da alle università semplicemente la possibilità di farlo. Si pensi ai politecnici che già hanno lavorato con fondazioni. Il sistema universitario attuale è difendibile?? 5500 corsi universitari? 330 sedi distaccate? Non ho la bacchetta magica ma non dividiamoci sulla base dell’ideologia. Il decreto stanzia delle risorse solo per le borse di studio. Per i prestiti ne riparleremo ma va esplorato. L’università va male perché i soldi sono stati spesi male. Il 50% degli iscritti non si è laureato. Il confronto ha senso se porta a delle proposte e a dei risultati. Vi invito a formulare delle proposte. Le linee guida esplorano 4 temi: parliamone. Valutazione. L’ANVUR non l’ho condiviso ma ripartiamo dal CIVR e dal CNVSU e ripartiamo insieme. Governance. Limite al numero di mandati dei rettori dividendo le competenze tra SA e CdA. Su questi temi formuliamo delle proposte insieme. Non difendete l’indifendibile. Non è corretto spostare il ragionamento solo nelle risorse. Se avessimo investito di più le risorse sarebbero state sprecate. Abbiamo un anno fino al 2010 per riparlarne per fare una riforma condivisa, Centrodestra e Centrosinistra. Esplorare anche nuovi percorsi, non viziati dall’ideologia. Pragmatismo nell’affrontare i problemi sfruttando la vostra esperienza quotidiana.
- INTERVENTI VARI_in particolare Costantino (Udu-Liste di sx-liste democratiche)
La crisi economica: l’Università rappresenta dei centri di grande sviluppo economico. Soprattutto nelle realtà territoriali con maggiori difficoltà. Manovre che portano l’università a ridurre la “produzione” sono un campanello d’allarme. Il tasso d’abbandono è determinato dalla crisi economica. Le famiglie non riescono a mandare i figli all’università. L’Università di Enna è diventata di 50 mila studenti ed era nata come università sotto casa. No ai corsi di laurea ridicoli ma si alle università che garantiscono agli studenti di potersi formare. Le università dei capoluoghi non possono permettersi di fornire i servizi per tutti, si pensi agli affitti. Nella governance è importante il ruolo degli studenti. Avrei preferito la sua presenza qui 1 mese e mezzo fa quando c’era il grande movimento. Chiamare allora solo le associazioni studentesche non ha senso se non si sente il CNSU. Nell’ANVUR non era previsto lo studente rappresentante. Nel prossimo organo lo spero. Vorrei che merito, qualità, valutazioni fossero approfonditi. Servono criteri pratici e indicatori. Queste parole hanno significato diverso per molti, soprattutto nel metodo.
..in conclusione un incontro frettoloso, che avrebbe dovuto tenersi almeno 2 mesi fa, senza alcuna risposta e con solo slogan..il Ministro va avanti dicendo di volersi confrontare con gli studenti, cosa che fino ad oggi non è stata fatta, mettendoci a disposizione ribadisco la mia PERPLESSITA' e CONTRARIETA' all'operato del Ministro!!!...

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