Sono risposte ancora molto distanti dalle richieste del mondo accademico, quelle del DL 180 (eccolo qua) del Ministro Gelmini che seguono la legge 133 (eccola qua) . Il Governo, quindi, decide di non fare retromarcia sulla possibilità per gli Atenei di diventare Fondazioni di diritto privato, come non torna indietro sui tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario.
Piccole correzioni, invece, sul blocco del turn-over del personale a tempo indeterminato che passa dal 20% al 50% delle spese relative al personale cessato nell’anno precedente per gli Atenei che utilizzano meno del 90% dei fondi statali per gli stipendi (criterio utile?).
Sono, invece, ancora da valutare gli interventi sul Diritto allo Studio. Verranno stanziati 135 milioni di euro per le borse di studio e 65 milioni di euro per gli interventi per alloggi e residenze universitarie. La straordinaria e spontanea mobilitazione studentesca di questo mese ha ottenuto i primi risultati, costringendo il Governo ed in particolare il Ministro Gelmini ad una battuta d’arresto.
Sono però provvedimenti minimi rispetto alle richieste che pervengono dal mondo accademico riunito nelle assemblee studentesche di tutta Italia, e che non rispondono ancora alle istanze di fermare la morte dell’Università che rimane tale finché gli art. 16 e 66 della L. 133 non verranno abrogati. Non possiamo di certo ritenerci soddisfatti vista la necessità, già espressa al Min. Gelmini, di ritirare le parti riguardanti l’Università della L. 133 prima parlare di un miglioramento del sistema universitario. Continueremo pertanto a contribuire e ad appoggiare le mobilitazioni del mondo accademico che non si fermeranno fino a quando non verranno abrogati gli art. 16 e 66 e che passeranno attraverso la manifestazione nazionale dell’Università prevista per il 14 Novembre a Roma.
Ecco il comunicato a seguito della seduta del Cnsu del 3 novembre e che ha approvato con 12 voti favorevoli dei 30 consiglieri il documento (eccolo qua) presente nella sua forma NON finale che è stata modificata durante la seduta del Consiglio e non reperibile ora (il Ministero visti i problemi riguardanti le assenze giustificate sta verificando il numero legale...il documento non è quindi ufficiale!):
- A seguito della odierna seduta del CNSU in cui è stato votato a maggioranza in un aula semideserta (con 12 rappresentanti su 30) un documento in cui si condannano le mobilitazioni degli studenti universitari contro la legge 133/08 e i tagli al sistema universitario nazionale: I consiglieri del gruppo Udu -Studenti di Sinistra – Studenti Democratici (Costantino, Colacillo, Di Credico, Esposto, Mereu, Motti, Paterna, Piccoli) e il rappresentante della componente dottorandi (Mauriello) ritengono che:
- nonostante avessimo sin da Luglio chiesto di avviare una discussione sul Dl 122, convertito in legge n. 133, non sia accettabile che solo ora il CNSU abbia deciso di esprimersi in merito “scavalcando” il movimento degli studenti ed ignorando le sue richieste in modo assolutamente ambiguo;
- con l’approvazione di questo documento la maggioranza del CNSU si è dimostrata non rappresentativa degli studenti universitari e completamente slegata dalla realtà studentesca;
- il movimento che è nato in queste settimane e che coinvolge tutte le componenti del mondo accademico non può essere etichettato come “lesivo della libertà di tutti” , cosi come definito dal documento approvato dal CNSU, ma anzi è portatore di una istanza di rinnovamento dal basso del sistema universitario e di difesa dell’università pubblica;
- come consiglieri abbiamo chiesto l’abrogazione delle parti relative all’Università e alla Ricerca presenti nella legge 133 e l’apertura di un confronto con gli organi di rappresentanza universitaria legittimamente costituiti e mai convocati. Le nostre richieste di modifica del documento del CNSU sono state respinte da una sorda maggioranza di soli 12 consiglieri; PERTANTO I CONSIGLIERI: annunciano la propria adesione allo Sciopero Generale dell’Università del 14 Novembre e comunicano che, in forma di protesta, parteciperanno al corteo imbavagliati e proseguiranno sui territori un lavoro di informazione e appoggio alle mobilitazioni degli Atenei.

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