mercoledì 15 ottobre 2008

Il Governo si scaglia contro Specializzandi e Ricercatori

Ecco l'articolo compardo oggi sul Bresciaoggi:
Due provvedimenti del Governo stanno mettendo in subbuglio i medici specializzandi e i precari dell’università e della ricerca. Un emendamento che abroga dal primo luglio 2009 le norme della Finanziaria 2007 che prevedevano i concorsi con riserva per i co.co.co (oltre a istituire il fondo per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione) rischia di cancellare i contratti a termine.L’accettazione da parte del ministro del Lavoro Renato Brunetta di una richiesta dell’Inps aumenterà dal 17 (forma ridotta) al 24,72 per cento (intera) la contribuzione previdenziale dei medici specializzandi, anche se già assoggettati a doppia contribuzione obbligatoria (la prima dipendente dall’Enpam).Entrambi i provvedimenti hanno già scatenato la mobilitazione di ricercatori e specializzandi, che sono tanti. E qualcosa si muove anche a Brescia.Venerdì prossimo il Consiglio rappresentativo degli studenti (Crs) dell’Università statale si riunirà per discutere un documento presentato da Studenti democratici sulla questione.ALLA STESSA RIUNIONE, che si terrà alle 15 nella sede del Rettorato di via Gramsci, è stato invitato pure il sindaco Adriano Paroli, al quale gli studenti presenteranno suggerimenti, istanze e proposte.Intanto Francesco Esposto, unico bresciano eletto nel Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) promette «battaglia a ogni livello» perché i provvedimenti siano ritirati. L’emendamento «mira a spazzare via una fascia di ricercatori dai 30 ai 45 anni - attacca Esposto -, in quanto la maggior parte di essi ha il contratto a termine, compreso il settore medico».Dal luglio 2009, dunque, «rischiano di restare senza lavoro i precari non più giovani – aggiunge -, molti con famiglia e mutui da pagare».E - dal canto loro - «gli enti di ricerca, dove per la gran parte le attività sono svolte unicamente da personale precario e lavoratori atipici, rischiano la paralisi completa», aggiunge lo studente.Quanto alla richiesta Inps, «ancora una volta esigenze di bilancio fanno riemergere la tentazione al sacrificio dei medici in formazione nei nostri ospedali», osserva il bresciano eletto nel Csu,CONTINUA ESPOSTO: «Si vedrebbero decurtati 100 euro al mese dallo stipendio con un contratto che prevede quaranta ore settimanali, che devono pagare le tasse universitarie e versare una doppia contribuzione (ora completa), senza gravidanza, malattia e senza riavere una parte di quanto è stato versato sotto forma di trattamento pensionistico»

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