domenica 7 settembre 2008

Università: tra passato e futuro, la mia intervista alla newsletter

  • “Caro Francesco, come definiresti il primo bilancio nel CNSU?”
“Parlerei sicuramente di un’esperienza positiva, anche se ovviamente non è stato un intero anno di attività, ci sono infatti voluti 4 mesi per formare il consiglio e suddividersi in commissioni (Per il diritto allo studio; Didattica; Condizione studentesca; Rapporti tra università e mondo del lavoro), la mia è quella didattica che si occupa in particolare degli ordinamenti didattici; classi di laurea; requisiti minimi; numero programmato; didattica online; università telematica etc...Sono stati affrontati tanti temi anche con alcuni risultati positivi, come il caso dello scandalo dei test truccati a Medicina o un problema specifico che si era presentato nell’Università degli Studi di Urbino.Rimane il fatto che essendo un organo propositivo/consultivo, ci possiamo limitare a formulare pareri e proposte al Ministero con riflessi sui tempi di approvazione delle nostre proposte. Proprio per questo ritengo utile una riforma sullo stesso CNSU, perchè diventi anche un organo decisionale..”
  • “Giusto, guardiamo al futuro, quali sono i progetti per il nuovo anno?”

“Si sono affacciate molte nuove proposte, come quella di inserire nell’ultimo anno di Giurisprudenza (nell’ordinamento che prevede i 5 anni “filati”) un praticantato che aiuti gli studenti ad accorciare i tempi di entrata nel mondo del lavoro, prendendo esempio dallo stage della facoltà di Economia. E poi la necessità di fissare con un certo anticipo la data dell’esame di Specialità della facoltà di Medicina in modo che gli studenti spossano organizzarsi per tempo fin dall’inizio dell’anno. E ancora il progetto di distribuire un questionario in tutte le facoltà per sondare cosa pensino veramente gli studenti dei temi che li riguardano più da vicino, essendo loro i fruitori diretti del “servizio” universitario.”

  • “ E nel dettaglio per la nostra città?”

“C’è da pianificare una risposta convincente ai problemi che nasceranno con il passaggio da quadrimestri a semestri di corso per Ingegneria, che riguarderà i neomatricolati da quest’anno; e quello da bimestri a quadrimestri per Economia dall’anno prossimo. Lo scopo sarà quello di evitare gli stessi problemi che si sono presentati con la riforma degli ordinamenti delle lauree triennali, in modo che gli studenti, soprattutto quelli fuori corso, abbiano le idee chiare su integrazioni, possibilità di dare gli appelli pur avendo seguito il corso “vecchio tipo” etc.. Inoltre vogliamo muoverci per eliminare i debiti formativi che vengono dati agli studenti nello spostamento dall’universtità di Brescia a quella di Milano anche se il curriculum è praticamente lo stesso! Perchè non si capisce su quali basi certi esami non vengano accettati. E poi forse arriva la questione principale: l’attendibilità delle prove di ingresso delle facoltà senza numero chiuso. In Italia infatti ben il 40% degli studenti iscritti al primo anno molla o cambia corso, e a Brescia la situazione è ancora più grave; penso che evidentemente ci sia un problema proprio nel test, incapace di far capire agli studenti le caratteristiche principali della facoltà.”

  • “Credi che la tua attività possa davvero essere utile?”

“Sicuramente dal punto di vista informativo si, usciamo sui giornali, diffondiamo i temi più importanti, ma credo che ci manchi un vero referente che poi trasformi in qualcosa di pratico le nostre proposte...”

  • “Parli dell’abolizione del Ministero dell’Università e la sua integrazione all’interno del Ministero dell’Istruzione?”

“In parte si, come taglio delle spese centrali lo posso anche capire, ma non credo che il primo ambito di ridimensionamento delle spese dovesse essere proprio l’Università e la Ricerca, che anzi ha bisogno di maggiori incentivi. E poi è innegabile che università e scuola siano molto diverse, con necessità, urgenze e meccanismi specifici.”

  • “E in particolare che impressione ti ha fatto il Ministro Gelmini?”

“Pur non avendo avuto molte occasioni per conoscerla, la mia impressione è stata di una paventata competenza per la scuola ma non altrettanta per l’università. L’abbiamo incontrata a metà luglio e si è mostrata molto disponibile il che ci fa sperare...perchè l’università avrebbe bisogno di una riforma piuttosto profonda, perchè ci appare ancora chiusa, autoritaria, gerarchica, insomma, soprattutto nelle università più grandi i baroni sembrano resistere..ed ecco di nuovo la necessità di un CNSU più operativo.”

  • “Qual’è l’obiettivo principale che vuole raggiungere il CNSU quest’anno?”

“Sicuramente il pieno raggiungimento del diritto allo studio nel suo significato più completo: non solo alloggi e buoni pasto, ma trasporti, supporto alla didattica, informazione completa e continua. Il punto di partenza può essere la carta dei diritti e dei doveri degli studenti, che getta le fondamenta per un rapporto più chiaro tra studenti e professori.”

  • “Un esempio?”

“La necessità che sia il docente titolare della cattedra a sostenere l’esame e non l’esercitatore, per evitare la nascita di problemi che raramente si risolvono bene..”

  • “Infine vorrei chiederti come è stata la partecipazione degli studenti alle problematiche che affronti..”

“E’ triste dire che c’è un certo disinteresse, tanta voglia di lamentarsi ma molta meno di impegnarsi direttamente. Vorrei proprio fare un appello agli studenti perchè capissero che l’università è un luogo importante, in cui si passa molto del proprio tempo, che ci sono gli strumenti per farsi sentire ma se non c’è l’interesse l’università rimarrà rigida..perciò ragazzi vi invito ad interessarvi ai temi che vi riguardano da vicino!”

  • “Grazie per l’intervista, a quando la vostra prossima riunione?”

“L’ultimo incontro è stato a metà luglio, non abbiamo ancora fissato una data ma sicuramente ci riuniremo questo mese.”

  • “Allora buon lavoro!”

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