Ecco la lettera che ieri ha pubblicato il Giornale di Brescia:
Molti dei provvedimenti contenuti nel decreto legge 112/2008 predisposto dal Governo ed appena votato dalla Camera dei Deputati riguardano direttamente noi giovani ed il futuro del nostro Paese. - Per descrivere la condizione che sta vivendo l’Università in questi giorni vorremmo partire dal documento della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane) che, riunitasi d’urgenza il 24 luglio, ribadisce «la valutazione fortemente negativa sul significato complessivo del provvedimento. Valutazione che ha trovato ampio riscontro nelle numerose prese di posizione, istituzionali e spontanee, del mondo universitario. Il Paese deve sapere che con tale misura, se mantenuta e non modificata, si determinerà una condizione finanziaria del tutto incontrollabile e ingestibile, con effetti dirompenti per gli atenei». L’Università non reggerà l’impatto; si renderà sempre più difficile l’ingresso di giovani di valore, peggiorerà il livello di funzionalità delle Università, diventerà sempre più difficile se non impossibile reggere alla concorrenza/collaborazione in atto a livello internazionale. - Ecco in breve lo scenario che in autunno potrebbe aprirsi alla ripresa dell’anno accademico. Bisogna essere tutti consapevoli che questo Governo sta portando avanti una scelta: meglio tagliare l’Ici (peraltro già ridotta del 40% dal Governo Prodi) e tenere in vita Alitalia piuttosto che mantenere gli standard base (perché è questo ciò di cui si sta parlando) per la ricerca e l’Università. Non si parla di investimento in ricerca né di crescita ma di corposi tagli ai fondi ordinari per mantenere in vita corsi, tenere aperte aule e poter insegnare; potrebbe così accadere che a breve anche l’Università degli Studi di Brescia dovrà inevitabilmente accorpare e ridurre i corsi nelle facoltà, aumentare le tasse Universitarie, diminuire le borse di studio ecc. ecc. - Ricordiamoci che le Università hanno in mano, sotto diversi aspetti, la chiave dell’economia e della società della conoscenza. Il mancato investimento in ricerca diventa così quindi più che mai un’emergenza nazionale perché senza la ricerca la filiera ricerca-innovazione-sviluppo si paralizza e declina. Ma perché tutto questo? - Tante domande che forse possono essere spiegate solamente con la logica della crisi di una politica di Centro-Destra che sappia pianificare veramente a lungo tempo e virtuosamente, di una politica populistica e semplicistica che non sa essere lungimirante. Non dimentichiamo poi che la «scure Tremonti» colpirà anche l’istruzione (meno 8 miliardi di euro e 130.000 posti tra insegnanti e non docenti nei prossimi tre anni), la sanità e la sicurezza. Ed in tutto questo triste scenario noi giovani non staremo a guardare. Ci metteremo in gioco in prima persona affinché si cambi con tutti gli strumenti possibili e, perché no, anche con iniziative di forte impatto con cui sostenere ragioni e obiettivi che coincidono con l’interesse profondo del Paese. Noi ci crediamo e facciamo sul serio. - FRANCESCO ESPOSTO - Consigliere Nazionale - studenti universitari - MASSIMO REBOLDI - Coordinatore provinciale - giovani - Partito Democratico -

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