mercoledì 30 luglio 2008

Università, «no a ingerenze private»

Ecco l'articolo comparso oggi sul Bresciaoggi:Riduzione del fondo di finanziamento ordinario per le Università; limitazione al 20 per cento del turn over, per gli anni 2009-2011, del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi; prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro trasformazione in Fondazioni; taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e amministrativo: è quanto prevede per le Università il decreto legge 112/2008, meglio noto come «decreto Tremonti» («Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria»), predisposto dal Governo e votato in questi giorni dalla Camera. Tali decisioni - secondo Francesco Esposto, unico bresciano eletto consigliere nazionale degli studenti universitari - «preoccupano l´intero mondo accademico italiano, in quanto le norme contenute nel decreto comprometterebbero la sopravvivenza stessa del sistema universitario nazionale». Fra le questioni di maggiore importanza che - ricorda Esposto - interessano direttamente gli studenti Universitari bresciani, ci sono i tagli al fondo di finanziamento ordinario. «Saranno soprattutto gli studenti - afferma - a essere danneggiati, perché non sarà più garantita una offerta formativa di qualità, che può essere fornita solo da Atenei in cui i docenti possano svolgere, inscindibilmente, ricerca e didattica di alto livello». A giudizio di Esposto, «la situazione è veramente critica, visto che l´Università degli studi di Brescia nel 2009 dovrebbe ricevere circa il 10 per cento in meno di fondi rispetto al 2008, a fronte di un incremento dei costi (inevitabili) di circa il 3 per cento, un livello di contribuzione studentesca che è già massimo per legge e di bilancio chiuso in pareggio per il 2008 grazie a quattro milioni di euro presi dal fondo di cassa». Altro problema significativo è quello che riguarda la possibile trasformazione degli atenei in fondazioni, che per il consigliere studentesco «rappresenta un attacco alla possibilità di mantenere nel nostro Paese un luogo di ricerca e didattica libero come prevede la Costituzione». «Noi studenti - aggiunge Esposto - crediamo ancora nell´università pubblica, libera, laica e democratica. Non dispiace l´idea che imprese o soggetti privati possano contribuire alla crescita economica e didattica delle Università, ma non possiamo credere che il loro intento sia fare beneficenza; pertanto - conclude - non vogliamo rischiare una privatizzazione o per meglio dire correre il rischio di una inevitabile ingerenza dei privati, soprattutto se non qualificati, nella gestione delle nostre Università».

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'attuale esecutivo sta trattando lo stato (volutamente la s è minuscola) come un'impresa privata: produce sinergie per le altre imprese del gruppo(leggi ad Mediaset), evita i controlli dei controllori con scorciatoie (l'impresa con le tangenti, lo stato con leggi-aggira-costituzione) e non da ultimo taglia gli asset in perdita: tipicamente per una Nazione sanità e scuola.
E tutto in nome di quel liberismo becero all'americana che in questi giorni sta mostrando la propria limitatezza (cazzo qui in banca ero io che avevo obbligazioni Fannie&Freddie.. porc putt!).
Io, comunque, partendo da questi agghiaccianti presupposti, non vedo tutto questo male nell'introduzione di fondi privati nell'Università e nella costituzione di fondazioni private a capo di Università (per la sanità invece sarebbe un disastro): preferisci istruzione che va avanti col 100% del fabbisogno di capitali forniti magari anche da privati, o che va avanti al 50% del proprio fabbisogno ma rimane in capo allo stato?
Espo, è inutile temere "l'ingerenza dei privati" quando ormai il pubblico (lo stato) è divenuto privato (impresa).
Lo so, l'ideale sarebbe un'università "libera, laica e democratica" ma anche se governasse il cosidetto centro sinistra l'università sarebbe "influenzata" da flotte di ex-comunisti-mangia-bimbi ora gentaglia assetata di potere, dal nazi-papa e l'aggettivo "democratico" oggi come oggi ha perso significato (la tua affermazione è un pò utopica e da "illuso" - senza offese).
Quindi le fondazioni private non sono poi così male dato sto esecutivo: loro puntano all'istupidimento del popolino (perchè un popolo stupido è più facilmente governabile) e quindi, tagliando fondi per la scuola, oltre a tirare su un pò di soldi per i cazzacci loro (ponti su stretti per dare da mangiare ai Don Caloggeri vari), raggiungono anche l'obiettivo di rimbecillirci ulteriormente.
2 piccioni con una fava.
Ben vengano i privati (che magari non sono poi così ben disposti a sopportare un certo clientelismo che si nutre di parassitismo e benevolenza statale - a certi professori dovrebbero fischiare le orecchie, il naso e anche il buco del culo).
Detto questo ho perso il filo del discorso, spero abbia un senso, se non ce l'ha criticate! anzi, criticate comunque! L'unica via è quella di criticare tutto e non credere a nulla!

Besos.