In occasione del Cnsu ci ha fatto visita il ministro Gelmini, ecco l'intervento a nome del gruppo “UdU – Studenti di Sinistra – Studenti Democratici:On.le ministro,
Le porgo i saluti a nome del gruppo “UdU – Studenti di Sinistra – Studenti Democratici ,
Da appena 1 anno il nostro organo si è insediato eppure tante sono state le vicissitudini che hanno scosso l’intero sistema universitario, rendendolo ancor più instabile e precario, in una serie di dinamiche evolutive e difficilmente controllabili ma sicuramente deludenti ed inadeguate a risollevare il nostro sistema, anche e non solo, per una evidente inefficienza delle politiche di riforma avviate in questi ultimi anni, che hanno creato tante insicurezze e poche le certezze.
- Da ultimo, paventando già critiche quasi unanimi dal mondo accademico ed in particolare da noi studenti, il DDL Tremonti sulla “possibilità” di trasformare le Università in fondazioni private, fondazioni universitarie che nel testo si precisa sono “enti non commerciali e perseguono i propri scopi nel rispetto dei principi di economicità della gestione”, terminologia che secondo la giurisprudenza comunitaria e nazionale è atta a descrivere propriamente delle imprese senza scopo di lucro piuttosto che realtà accademiche, ed in particolare crediamo essere espressioni assolutamente inidonee a rappresentare l’università che noi studenti vogliamo. Noi crediamo ancora nell’università pubblica, libera, laica e democratica, e nel rispetto delle norme costituzionali che con la riforma del titolo V della Costituzione continua ad attribuire allo Stato la competenza in materia di istruzione. Non dispiace sicuramente l’idea che le imprese o soggetti privati possano contribuire alla crescita economica e didattica delle Università ma sicuramente non possiamo credere che il loro intento, quantomeno in prima facie sia quello di fare beneficienza; .pertanto on.le Ministro per non rischiare una privatizzazione o per meglio dire per non correre il rischio di una inevitabile ingerenza dei privati, soprattutto se non qualificati, nella gestione delle nostre Università le chiediamo di formare un tavolo di concertazione con gli organi competenti ed in particolare con CNSU e CUN , onde evitare la creazione di università di elitè, di università di serie A e B, di accentuare la forte questione meridionale che tutt’oggi è in atto più che mai con rovinose conseguenze e soprattutto per iniziare a porre le basi ad un forte ed auspichiamo anche durevole rapporto di collaborazione. Noi crediamo che prima di decidere come debbano essere costruiti i futuri luoghi del sapere dobbiamo avere il diritto di manifestare i nostri convincimenti, e soprattutto se a redigere un testo così decisivo sia proprio i ministro del’Economia e non lei ministro Siamo appena all’inizio e già abbiamo espresso forti criticità, ma il nostro approccio, come lei avrà capito, è critico costruttivo, volto quindi ad una piena integrazione e gioco di squadra comune.
- Abbiamo contestato duramente in passato il decreto cosiddetto “Mussi-Fioroni”, che non tiene realisticamente conto delle assolute differenze che ci sono nel sistema di istruzione superiore tra le varie regioni e tra i vari istituti, e del loro grado di inefficienza. Tale decreto definirà il futuro dei giovani già da 16 anni senza che loro ne siano coscienti e senza che ne sia cosciente l’attuale corpo docente, la cui preparazione e le cui capacità sarebbero quantomeno da verificare nel momento in cui, con la valutazione, decidessero il futuro di uno studente.
- Ci auguriamo, onorevole Ministro, che si possa aprire subito una discussione su questo perchè si possa ragionare quantomeno sull’eliminazione dell’effetto retroattivo che questo provvedimento avrà su chi tenterà, a settembre, di superare il test a numero chiuso perchè sarebbe altrimenti una colossale ingiustizia. Riteniamo che questi provvedimenti non vadano nell’interesse di una istruzione universitaria pubblica e accessibile a tutti.
- Quello che noi crediamo fortemente è che l’Università ha bisogno di strumenti in grado di evidenziare merito e qualità all’interno delle sue strutture e la valutazione è certamente il più importante. Valutare non significa punire ma significa permettere al sistema e agli atenei di evolvere continuamente verso risultati migliori. E’ da tempo che chiediamo Valutazione Trasparenza, Formazione attenta e completa, eppure on.le Ministro, i fatti parlano chiaro…..Il testo del Regolamento approvato dalla Corte dei Conti sull’ANVUR è privo del riferimento dello studente che ne doveva fare parte, come se la valutazione spettasse solo ai docenti e ad altre componenti, ma non agli studenti; Le nostre università come del resto le nostre scuole diventano sempre maggiormente prive di buoni formatori (del resto la maieutica è sì un’arte ma soprattutto una dote), e la stessa qualità dei laureati è fortemente in discesa ; In un sistema in cui il merito non riesce ad affermarsi, in cui i clientelismi dilagano mettendo da parte i meritevoli noi ci domandiamo, quale futuro per le Università?
- Un altro tema sul quale non possiamo non chiederLe di dedicare particolare attenzione, On. Ministro, è il Diritto allo Studio. Sono passati ormai 7 anni dall’ultimo DPCM che disciplina tale materia e la società in questi anni è radicalmente cambiata. Nella situazione attuale, in una famiglia non agiata, il fratello o la sorella che lavora a progetto non può permettersi di andare a vivere da sola, e non si può dire neanche che con il suo contributo migliori la situazione familiare, però aumenta l’ISEE e compromette la borsa di studio per il fratello più piccolo. Lascio intendere che il DPCM vigente è obsoleto non solo perchè è prevista una stesura ogni quattro anni, stesura che già aspettiamo quindi da tre anni. E’ necessario adattare il DPCM alla società odierna, ai nuovi tempi e, da un lato correggere gli errori che erano contenuti nella vecchia stesura e che abbiamo già denunciato in questa sede più volte, e dall’altro comprendere che le situazioni economiche familiari non cambiano nella sostanza tra un ISEE di 16.900 ed un altro di 17.100. Riteniamo necessario, insomma, anche per questo delicato tema, che ci debba essere subito un discussione perchè un nuovo DPCM è, sì, urgente, ma solo se c’è l’intenzione di valutare le necessarie sostanziali modifiche, alcune delle quali Le chiediamo di aver modo di sottoporLe. L’Italia deve essere parte sempre più attiva del sistema europeo dell’alta formazione e della ricerca. Non deve continuare ad avere il primato del differenziale fra i giovani ricercatori esportati (tanti) e quelli importati (pochissimi), ma deve diventare un luogo appetibile dove svolgere ricerca. Questo si ottiene, oltre che adottando il merito come unico criterio di selezione, anche riducendo la burocrazia e investendo nelle infrastrutture di ricerca.
- Aumentare i finanziamenti pubblici verso Università e Ricerca è un obbiettivo strategico soltanto se si rivedono i criteri di assegnazione delle risorse. Recenti sono poi dati resi noti dalla Commissione europea, riguardanti il tasso di crescita degli universitari che hanno valicato i confini per motivi di studio, tale tasso si è fermato al 3,2 per cento a livello Europeo. Un incremento inferiore alla metà di quello che si era registrato l'anno scorso (7,2%), e c’è chi, come il governo Zapatero, ha stanziato 35 milioni di euro per aumentare la borsa base comunitaria per gli studenti Erasmus .Noi riteniamo che tutti gli studenti universitari italiani dovrebbero avere l’opportunità di svolgere almeno un semestre in un'altra università europea, anche per aumentare il senso di appartenenza all’Europa dei giovani e e che ciò non rimanga solo un privilegio delle Università private , in prospettiva,di tutti i cittadini. Lavoriamo insieme per questo.
- Potremmo affrontare ancora molte altre questioni “spinose”, non ultima il problema riguardate il ritardo di rinnovo dei permessi di soggiorno agli studenti universitari italiani extra-comunitari che si vedono così arrivare ormai scaduto il permesso di soggiorno e non possono sostenere tirocini e stage. Senza parlare poi di una necessaria ed urgente riforma del sistema di rappresentanza studentesca, a partire da questo organo consultivo . Ridare credibilità e voce agli studenti. Lo studente sulla carta è visto come il principale attore e soggetto dell’istruzione universitaria ma ciò spesso è negato o, addirittura, consapevolmente negato. Per evitare questo è necessario responsabilizzare i principali attori del sistema universitario, a partire da noi studenti. Infine, il Sistema Universitario italiano è sottofinanziato rispetto agli investimenti degli altri Paesi europei e a quelli dei Paesi più avanzati nel mondo….ancora più preoccupanti sono i tagli di 9000milioni di euro sull’ffo dell’anno prossimo e di 500 milioni degli anni successivi….. quando i professori andranno tutti in pensione, e non ci saranno i soldi per bandire nuovi concorsi ci daremo all’autodidattica? Come faremo a raggiungere tutti quegli obiettivi che crediamo essere essenziali quali la valorizzazione delle opportunità volte a favorire la internazionalizzazione e ogni altra forma di scambio, di esperienze culturali e scientifiche con le istituzioni universitarie europee e di altri paesi; la realizzazione di contesti istituzionali, culturali e logistici atti ad assicurare la maggiore attrattività e apertura dello spazio formativo nazionale;l’effettività del sistema degli interventi a favore dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, per il raggiungimento dei gradi più alti degli studi; lo sviluppo di strumenti e istituti utili a superare le limitazioni all’accesso all’istruzione universitaria derivanti dalle diseguaglianze economiche e sociali;il potenziamento delle opportunità di esperienze didattico-formative e di ricerca per gli studenti universitari, anche attraverso il sostegno ai programmi di mobilità regionale, nazionale ed internazionale; Termino questo intervento, On. Ministro, chiedendoLe di collaborare con questo organo e, quindi, anche con il nostro gruppo, perchè si possano avviare delle discussioni sia su queste tematiche urgenti, sia su tematiche meno impellenti ma che sicuramente non possono prescindere da una attenta analisi, approfondita e condivisa, e che riguardano argomenti come l’unificazione degli Enti/Aziende per il Diritto allo Studio, processo che andrebbe preso caso per caso analizzando pro e contro e magari stabilire dei paletti entro i quali tali processi devono procedere, o come la formazione della Aquis all’interno della CRUI, associazione autoreferenziale che contestiamo fortemente quale contrapposizione alla CRUI stessa. Noi siamo qui, On. Ministro, sempre disposti a offrire contributi di chi il mondo universitario lo vive, in qualche caso lo subisce, e sicuramente lo conosce a fondo. Nella speranza che almeno Lei possa dare all’Università quella rilevanza e quel carattere di motore sociale del progresso e dell’innovazione che, Finanziaria dopo Finanziaria, è andata perdendosi non riconoscendosi più come tematica centrale nelle politiche di un Governo piuttosto che di un altro, nella speranza che si possa invertire questa drammatica tendenza, a nome del mio gruppo Le porgo gli auguri di un buon lavoro e le rivolgo l’invito ad una fattiva e sicuramente proficua collaborazione

2 commenti:
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