Ecco la lettera scritta da me comparsa sul Giornale di Brescia di ieri:
Scrivo qualche breve riga dopo aver appreso che il taglio della tassa sulla prima casa e un altro aiutino ad Alitalia per tirare a campare vale circa tre miliardi di euro. Soldi che tornano nella disponibilità delle famiglie come promesso durante la campagna elettorale, ma purtroppo, soldi che vengono tolti alle famiglie in altri modi. La scure Tremonti infatti si è abbattuta su decine di fondi già stanziati: dal trasporto locale a quello per l´occupazione, dall´ammodernamento della rete idrica nazionale a quello dedicato al recupero dei centri storici, ma soprattutto, leggo con grande stupore, al Fondo ordinario delle Università per circa 48 milioni. - A questo si aggiungono i 40 milioni approvati nella Legge Finanziaria 2008 (al fine di incrementare l´assegno di dottorato) che, dopo sei mesi, non sono ancora disponibili agli oltre 20.000 dottorandi italiani. Ricordo che l´importo attuale delle borse di dottorato, molto inferiore rispetto alla media dei Paesi europei, è fermo a 800 euro da ormai 8 anni e costringe i dottorandi a condizioni di vita e di ricerca non accettabili. - Questa drammatica situazione dà la misura della scarsa considerazione sociale che questo Governo mostra fin da subito nella ricerca. Casualmente in questi giorni mi è capitato di leggere un interessante documento della Commissione Europea che esprime efficacemente il ruolo attribuito dall´Europa all´Università contemporanea: «Trovandosi al punto d´incrocio della ricerca, dell´istruzione e dell´innovazione, le università hanno in mano, sotto diversi aspetti, la chiave dell´economia e della società della conoscenza». - Università vuol dire alta formazione ma anche sviluppo economico e territoriale, quindi. La ricerca è indubbiamente un investimento strategico e l´Italia investe la metà della media europea in ricerca ed un terzo della Germania. L´investimento in ricerca diventa così quindi più che mai un´emergenza nazionale perché senza la ricerca la filiera ricerca-innovazione-sviluppo si paralizza e declina insieme allo sviluppo. - Purtroppo però la logica populista che è meglio «un uovo oggi meglio che una gallina domani» fa ristagnare la politica (ed il Paese) in una paralisi preoccupante e prolungata. Il taglio dell´Ici ricorda tanto la logica «Panem et circenses» (soprattutto panem) che il poeta latino Giovenale descriveva nell´Antica Roma. - Che effettivamente le famiglie facciano fatica ad arrivare a fine mese è un dato di fatto ma perché non approvare il taglio del 40% dell´Ici, già stabilito dal Governo Prodi, e puntare veramente sul rilancio del lavoro dando pure una boccata di aria fresca alla ricerca? - Tante domande che forse possono essere spiegate solamente con la logica semplicistica del consenso populista e della crisi di una politica che sappia pianificare veramente a lungo tempo e virtuosamente. In tutte queste scelte del Governo mi chiedo però perché il Partito Democratico ed il «Governo ombra» non spieghino con estrema chiarezza queste semplici questioni ai cittadini. - Ritengo che solo con le proposte, la chiarezza, la semplicità di linguaggio e la lungimiranza il Partito Democratico potrà portare un´ondata innovativa nella scena politica moderna. Facciamo sul serio.

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