mercoledì 19 marzo 2008

Resoconto Senato Accademico...

Oggi si è tenuta una seduta del Senato Accademico che ha visto la partecipazione della componente studentesca di me e Paolo Ravelli (Studenti Democratici) e l'assenza dei rappresentanti di Ateneo Studenti.
Ecco i punti principali toccati:
  • Approvazione "potenziale formativo" (numero posti disponibili) per il prossimo anno accademico 2008/09 per le facoltà mediche, ingegneria edile-architettura e disegno industriale. Si sono mantenuti i numeri dello scorso anno ( cls in Medicina e Chirurgia 180 posti+15 extracomunitari, infermieristica 400+10, Fisioterapia 90+3, edile-architettura 98+2, disegno industriale 58+2..ecc.ecc.)
  • Relazione annuale direttore amministrativo con l'attività svolta in questo anno dalla nostra Università: dal cambiamento dell'Isu al Cedisu, il consolidamento dei servizi (procedura on-line esami di stato, integrazione home page studenti, servizi on line per gli studenti di Giurisprudenza..), organizzazione servizi amministrativi, accordi vari...
  • Esame relazione del Nucleo di Valutazione in ordine ai dottorati di ricerca ed assunzione di 12 nuovi ricercatori così suddivisi: 1 Economia, 3 Giurisprudenza, 4 Ingegneria e 4 Medicina.
  • Volontà di coivolgere al massimo gli studenti per il passaggio dalla 509 alla 270 con la prossima revisione del Regolamento Didattico di Ateneo

Sono seguite alcune considerazioni e preoccupazioni del Rettore in merito alla nascita dell'Aquis (clicca qua per capire meglio); la questione dei finanziamenti, della qualità della didattica e dei criteri qualitativi è oggi molto complessa così come sicuramente di fondamentale importanza. L'Aquis penso abbia sollevato molte questioni che tutti noi conosciamo e riguardo le quali in linea di massimo concordiamo; lascia però stupito il fatto che alcuni Atenei si PROCLAMINO i più "produttivi, competitivi e solidi finanziariamente" e cooptino degli altri come tali.Il fine di tale associazione pare leggersi tra le righe è quello di "affiancarsi alla Crui" (organo ufficiale), di "assecondare il nuovo governo" e attirare l'attenzione della stampa facendo apparire i pochi fondi distribuiti alle Università come "sufficenti ma mal distribuiti" e richiedere di mandare gran parte dei fondi proprio a queste Università (in sintesi fare scomparire le altre!).Fermo restando che i temi trattati li ritengo largamente condivisibili, vorrei sollevarvi alcuni dubbi:Siamo sicuri che questa metodologia di selezione sia la migliore? come mai non sono stati coinvolti tutti gli atenei con trasparenza? non si dovrebbero lasciare a terzi criteri di valutazione?perchè mancano numerose Università di eccellenza come la Bocconi, la Normale di Pisa, Cà Foscari di Venezia?c'è qualche legame tra le Università che hanno maggiore peso al Cun (es.Bologna) e le altre?perchè formare un'associazione?....e molte domande ancora...

Il Rettore dell'Aquila, il Magnifico Ferdinando di Orio,il 18 marzo 2008 scrive UNA CONDIVISIBILE RIFLESSIONE ai Rettori delleUniversita' italiane: l'iniziativa Aquis (Associazione per la Qualita' delle Universita'Italiane Statali), lanciata in questi giorni da 11 nostri colleghi,presenta a mio avviso elementi di criticita' per tutto il sistemauniversitario nazionale, riconducibili sia al metodo seguito, sia al meritodelle questioni affrontate sia alle prospettive di lavoro indicate.Se infatti le intenzioni dei promotori potevano anche essere apprezzabilie forse giustificate (l'associazione "non surroga la CRUI, ma stimola ildibattito interno", "non c'e' volonta' di divisione ma assunzione diresponsabilità", ecc.), al momento l'unico risultato politico raggiuntosembra essere quello di creare una grave frattura all'interno della CRUI,indebolendola nel suo ruolo istituzionale in una fase storica delicatissimaper l'Universita' italiana e per tutto il Paese.Il fondamentale tema della valutazione e' stato, infatti, strumentalmenteutilizzato per auto-definire, in modo discutibile soprattutto perche'parziale, un'eccellenza in grado di qualificare di per se' un nuovointerlocutore istituzionale composto oggi da 11 Universita' e domani forseampliabile "a 19 Atenei italiani (pari a circa 1/3 delle Universita'statali italiane)".La sensazione e' che i criteri di selezione di Aquis, siano stati scelti aposteriori per legittimare l'unione di un gruppo di Atenei che, di fatto,si propongono come elemento di pressione lobbistica nei confronti di unsistema politico in fase di ridefinizione, con l'avallo di Confindustria("unico relatore esterno" dicono le cronache "e' stato Gianfelice Rocca,vicepresidente per l'education di Confindustria che ha concordato: la CRUIe' stato un luogo di immobilismo, abbiamo bisogno di locomotive chetrainino").Quella Confindustria che, per bocca dello stesso Rocca, ha chiesto al"nuovo governo un segnale: 3-400 milioni, da attribuire secondo criteribuoni", dimenticando che il settore privato investe in Italia una quota delPIL che e' 1/3 di quella europea, come ha giustamente ricordato Calzolarinel convegno di Bologna.Per rimanere nella metafora ferroviaria, sarebbe stato il caso di definiremeglio la direzione di viaggio di questa locomotiva, soprattutto inconsiderazione del fatto che i 10 punti previsti da Aquis per il rilanciodel sistema universitario nazionale rappresentano altrettanto genericiappelli privi della necessaria articolazione programmatica.Ma forse anche questa iniziativa, pur nei limiti ricordati, puo'rappresentare uno stimolo costruttivo al dibattito e alla riflessione, chetuttavia vanno ricondotte all'interno del luogo istituzionalmente deputato,vale a dire la CRUI, coinvolgendo tutti gli interlocutori istituzionali echiedendo - questo si', tutti insieme - ai partiti politici che in questigiorni si contendono la fiducia degli italiani, di pronunciarsi nel meritodelle questioni vitali che riguardano tutto il sistema universitario pubblico.In questo momento non servono solitarie fughe in avanti di pochi Ateneieccellenti, quanto una volonta' condivisa, costruttiva e coraggiosa ditornare a discutere insieme nell'esclusivo interesse di tutta l'Universita'italiana...

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