PARTITO DEMOCRATICO (clicca qua per il programma completo, clicca qua per il programma in sintesi)
SINTESI parte Università • Meno sedi, più specializzate • Più autonomia, per valutare i risultati e assegnare i fondi (almeno il 30%) tramite valutazione dell’Agenzia Nazionale • Internazionalizziamo le nostre università per superare le chiusure baronali e puntare sull’eccellenza • Borse di studio spendibili in qualsiasi università • Erasmus davvero accessibile per tutti • Garantire a 1000 giovani ricercatori ad alto
COMPLETO parte Università
- cap.7: potenziale di lavorare "liberi" attorno alle loro ideecap.7 "Modernizzare le Università e creare una nuova leva di ricercatori1. L'università deve essere un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita.a. Riduzione del numero di sedi universitarie e promozione della la loro specializzazione in poche discipline, per raggiungere livelli di eccellenza.b. Modernizzazione delle Università italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, aumentando la competizione tra gli atenei. Vogliamo portare in 10 anni il trasferimento pubblico per l’università e la ricerca al livello dei Paesi più attivi e vitali nell’economia globale, ma far sì che una quota crescente, fino ad arrivare almeno 30%, sia trasferita tramite valutazione, avvalendosi dell'Agenzia Nazionale della Valutazione dell'Università e della Ricerca istituita dal Governo Prodi. c. Nell'ambito del sistema nazionale dell'istruzione universitaria, va riconosciuta effettiva autonomia agli atenei e promossa la loro internazionalizzazione, per rompere chiusure baronali e portare l'università italiana nel novero dell'eccellenza mondiale. Ciascun ateneo deve essere libero di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene più adeguato, di stabilire le norme per l’ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette.d. Garantita la funzione pubblica dell'insegnamento universitario, va perseguita la possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti, agendo contemporaneamente per un rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l’incertezza dei lunghi precariati. e. Più concorrenza dal lato della domanda e borse di studio spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d’onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi. Indirizzare il ruolo delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano, con borse di studio e investimenti a favore delle strutture. f. Potenziamento della rete di Politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del Paese.g. Progettazione e realizzazione di una grande università telematica pubblica.h. ERASMUS effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani, sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non abbienti.2. Favorire la ricerca non finalizzata, con l’obiettivo di:a. creare una nuova leva di giovani ricercatori;b. investire su questi ricercatori come risorsa per modernizzare il funzionamento delle istituzioni di ricerca;c. investire nella creazione di quell’”eccesso di capacità” che è precondizione di ogni ricerca finalizzata.Per il conseguimento di questo secondo obiettivo, serve un programma, gestito da un’agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Non si dovrebbero porre altre condizioni, se non la qualità scientifica dei proponenti e l’accettazione di regole di valutazione di tale qualità nel corso dell'attività.g) Cultura: il più importante investimentoIl PD è nato sotto la spinta di una concezione vitale e non burocratica della cultura, ispiratrice di una visione alta del vivere e rivelatrice di bisogni spirituali non ancora palesati. La sua espressione concreta nella scienza, nelle arti e nel rispetto dei beni testamentari del nostro glorioso passato, è al centro degli interessi e della politica del PD. Le giovani generazioni saranno messe in grado di concepire la cultura come il più importante investimento.
PARTITO DEL POPOLO DELLE LIBERTA' (clicca qua per il programma completo)
COMPLETO parte Università
- attuazione per la prima volta in Italia del disposto dell’articolo 34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi piùalti degli studi"
- •commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocraticicon riconoscimenti agli insegnanti piùpreparati e piùimpegnati•libera, graduale e progressiva trasformazione delle Universitàin Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della societàcivile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio•rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualitàe risultati realizzazione dei "Fondi dei fondi"per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia•inserimento graduale e progressivo della detassazionedegli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica•
LA SINISTRA-L'ARCOBALENO (clicca qua per il programma completo, clicca qua per il programma in sintesi) SINTESI parte Università
- Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.
COMPLETO parte Università
- cap. 3. PER FAR RINASCERE L’UNIVERSITÀ ITALIANA Anche sul terreno dell’accesso ai più alti gradi del sapere cresce nel nostro Paese la disuguaglianza. Oggi è sempre più costoso frequentare l’università e una volta presa una laurea è difficile trovare lavoro adeguato al titolo di studio conseguito. Il sistema produttivo italiano che, soprattutto in alcune aree del paese non punta sulla qualità e sull’innovazione di prodotto, non sviluppa domanda di lavoro qualificato. Anche per questo i nostri giovani sono costretti ad emigrare dal sud verso il Nord o anche all’estero. Non possiamo permetterci di perdere il patrimonio più prezioso che abbiamo: l’intelligenza delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. E non possiamo pensare di puntare solo su poche Università e non garantire a tutti il diritto a una formazione di qualità. Mai come oggi, cultura e sapere sono senso del vivere sociale , baluardo della Repubblica come idea dello stare insieme, della costruzione di valori condivisi. Investire in Conoscenza significa far crescere il Paese. Negli ultimi anni, gli Enti e le Università sono state spinte ad avere come obiettivo principale il trasferimento tecnologico verso le imprese, ma con scarsi risultati. Queste le proposte fondamentali de La Sinistra l’Arcobaleno per l’Università: - Autogoverno democratico. Presuppone una riforma partecipata della governance universitaria che respinga una concezione economicistica e competitiva dell’autonomia. - Offerta formativa. Occorre una revisione dei percorsi didattici che si opponga alla parcellizzazione dei saperi e alla professionalizzazione precoce. Il sistema delle lauree su due livelli va rivisto. - Qualificazione delle scuole dottorali. Più risorse per aumentare le borse, per assicurarle a tutti i dottorandi. - Lotta al precariato. Investire risorse per incrementare le assunzioni in ruolo e riformare quelle a tempo determinato. - Stato giuridico dei docenti. Dare seguito legislativo all’idea di un ruolo unico dei docenti, articolato in tre fasce. - Diritto allo studio. Rivedere il tetto minimo per l’assegnazione delle provvidenze pubbliche, elevandolo verso una soglia di almeno 20.000 Euro, introducendo un meccanismo di progressività della borsa in relazione al reddito e alla composizione del nucleo familiare. - Impedire ulteriori aumenti delle tasse universitarie - I materiali didattici devono essere consultabili e scaricabili gratuitamente nei siti delle università in formato copyleft per arginare i costi sociali delle spese di formazione - Investimenti straordinari per il comodato d' uso gratuito dei libri di testo - Una carta dei diritti per gli studenti che fanno stage - Abolizione del numero chiuso. Proponiamo l’abolizione progressiva dei corsi di laurea a numero chiuso anche ricorrendo all’abrogazione della legge n. 264/99 che ha consentito di fatto la diffusione indiscriminata del numero programmato. cap. 4. INVESTIRE SUL FUTURO DEL PAESE: LA RICERCA La ricerca è un settore strategico in cui il ruolo pubblico è fondamentale. In questi anni è stata invece trascurata la ricerca di base che ha ricadute dirette e/o indirette sul sistema produttivo ma anche sullo sviluppo della società. L’arretratezza dell’Italia nel campo della ricerca è una delle cause più gravi del declino del suo apparato economico e produttivo. Bisogna scegliere di investire in ricerca per giungere progressivamente alla media Europea. L’obiettivo che lanciamo è quello del raggiungimento del 2% del PIL dedicato capitolo sesto 43 alla ricerca, individuando e selezionando pochi ma importanti campi che debbono sostituire il riferimento per l’intervento pubblico. È necessario sostenere una ricerca capace di affrontare le sfide ambientali e di tutelare la salute attraverso la promozione di nuovi metodi scientifici nella tossicologia, quali ad esempio la tossicogenomica , e il superamento della sperimentazione animale. La Sinistra l’Arcobaleno propone questa nuova strategia: - Lotta al precariato. Investire sulla stabilizzazione e il reclutamento di giovani ricercatori e tecnici, incrementando da subito di almeno 20.000 unità l’attuale dotazione di ruolo. - Finanziamenti. Rifinanziamento sia dei bilanci ordinari degli Enti, sia di quei canali che sostengono direttamente la ricerca di base e quella applicata. - Autonomia. Gli Enti devono operare in piena autonomia statutaria, rispondendo agli indirizzi generali indicati dal Governo, sostanzialmente attraverso il Piano Nazionale della Ricerca. - Statuto della ricerca. Definire uno “Statuto della ricerca” e un adeguato status giuridico per i ricercatori che ne valorizzi l'effettiva attività scientifica e/o tecnologica e una politica di assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori. - Nuova imprenditoria. Lo Stato e gli Enti Locali devono incentivare lo sviluppo di una nuova imprenditoria che punti sull’innovazione tecnologica. Ciò si può ottenere garantendo l’apertura di credito e agevolazioni fiscali a giovani di adeguata preparazione tecnico-scientifica. - Strutture. Lo Stato e gli Enti Locali devono attivare, tenendole almeno inizialmente sotto il proprio controllo, strutture destinate allo sviluppo tecnologico in settori utili alla realizzazione di dispositivi che possano contribuire alla soluzione di problemi di interesse generale (energie alternative, smaltimento di rifiuti, traffico, sanità, ecc.). Gli attuali “Poli scientifico-tecnologici” dovrebbero quindi essere ripensati in questa ottica.
UNIONE DI CENTRO (clicca qua per il programma completo)
COMPLETO parte Università
- Introduzione di un sistema seriamente premiale per gli studenti capaci e privi di mezzi. - Stop all’istituzione di nuovi Atenei per contrastare la “liceizzazione” dell’Università; incentivazione dell’ingresso di giovani ricercatori, sulla base di criteri meritocratici, in modo da abbassare l’età media del corpo docente e favorire la circolazione dei docenti negli Atenei; potenziamento della rete dei campus universitari. - Semplificazione e riduzione dei percorsi formativi con una accentuazione della cultura di base (lingua italiana e straniere, informatica, storia e materie scientifiche). · La ricerca scientifica è garanzia di competitività in quanto valore aggiunto in termini di qualità e novità dei prodotti: - Incremento del finanziamento pubblico in ricerca e previsione di una quota riservata a giovani ricercatori e a gruppi che si consorzino su progetti strategici, incentivando con sgravi fiscali l’investimento privato nella ricerca. - Occasioni per i giovani di contagio con culture e saperi internazionali (incentivo degli stages esteri e dei progetti Erasmus). - Ridefinire i profili e le specificità della laurea triennale e magistrale, anche in relazione ai possibili sbocchi professionali. - Programmazione del numero degli studenti in tutte le facoltà universitarie (laurea magistrale) e potenziamento dell’orientamento preuniversitario finalizzato alla futura occupazione. - Modifica dei criteri di finanziamento degli Atenei, rapportati non solo al numero degli iscritti e dei laureati ma all’attività di ricerca. - Collegamento della scuola con il mondo del lavoro. Stages in tre fasi: ingresso per i giovani provenienti dalle scuole superiori e dall’università in azienda per un mese; accesso dei migliori ad un contratto a tempo determinato di un anno; selezione per assunzione a tempo indeterminato con dote fiscale a favore dell’impresa per almeno cinque anni.

2 commenti:
La gente è stupita per questo 0 commenti siamo una nazione in cui il Ministro uscente il compagno Mussi che ha impedito anche un pò di giustizia sul numero chiuso ostacolando gli studenti con decreti nefandi e con agguerriti avvocati delo stato difendendo la propria inefficienza ed un metodo chiaramente discriminatorio, viene ricandidato e dice adesso "Abolizione progressiva del Numero chiuso" e c...zo tale progressione non poteva iniziarla quanto aveva la certezza di essere al timone del Ministero invece di chiederla in futuro al partito vincente quando improbabilmente dovessere essere rieletto , se è vero allora può anche ritirare il Ministero dall'opposizione al tar contro gli studenti!!! ma certo parliamo di libertà .Il Voto va chiesto forse solo al " 20 % degli studenti con la votazione più alta della commissione del decreto Fioroni " Mi vergogno di essere di sinistra!!!
Gatta frettolosa fa i gattini ciechi: curriculum scolastico è ingiustamente discriminante , i test che da una vita servono per selezionare equamente tant'è che il TAR ha sempre respinto i ricorsi , adesso invece diventano l'ago della bilancia per garantire ad un disgraziato che ha preso un dignitoso 80 di avere 3-4 possibilità su 1000 cioè quasi 0 di poter aver ragione di altri colleghi che cadendo sui test annullerebbero il vantaggio di 25 punti assegnati con un criterio vomitevole che premierà solo chi si accaparra il 100 privato o i professori della scuola statale... ma come hanno potuto Prodi Bertinotti punire la maggioranza dei giovani. Noi non vogliamo i " Ciucci" ma vogliamo metodi di selezione equi e liberi. Se ipotizziamo (visione ottimistica) che un nostro studente su mille (1/1000) ha la potenzialità di bravura tale per arrivare al Nobel ovvero in grado di fare una grande scoperta (l'ultimo Nobel è della Montalcini 1/120000 e forse più medici per considerare solo quelli impegnati nel SSN ospedali ed Università ) applicando il test selettivo avremmo un valore predittivo inferiore al 9% il che implica che il 91 % dei risultati positivi cioè quelli che secondo tale test potrebbero essere i potenziali NOBEL saranno invece falsi positivi (falsi potenziali Nobel), ovvero con il test selettivo potremmo non scoprire mai il vero studente che purtroppo lui non lo sa sarebbe potuto essere un Nobel ovvero il vero positivo , la scienza non è un'opinione politica!.
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