L'annuncio arriva nel tardo pomeriggio: il Papa, alla Sapienza, non andrà. Non è per motivi di sicurezza ma per opportunità. Nessuna segnalazione di minacce. L'annullamento - si apprende da fonti vaticane - sarebbe dovuto a motivi di opportunità legati alle prennunciate contestazioni.
Un comunicato stringato quello diffuso dalla sala stampa della Santa Sede: "A seguito delle ben note vicende di questi giorni, si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento". Un messagio che ha preso tutti in contropiede a partire dal direttore dell'Osservatore Romano che, sulla prima pagina del suo giornale stampato appena un'ora prima della nota del Vaticano, pubblica un fondo che contesta l'opposizione alla visita del Pontefice ma non fa alcun cenno alla scelta di Ratzinger: "La giudicherei davvero curiosa una voce che sostenesse il contrario".
E invece il comunicato arriva come una bomba.
In mattinata l'aula del Senato accademico è stata occupata da un gruppo di un centinaio di studenti. Dopo una lunga mediazione - condotta da un funzionario di polizia del commissario Trevi, Marcello Cardona - il Rettore aveva concesso ai ragazzi uno spazio davanti all'ingresso dell'università dove avrebbero potuto manifestare giovedì mattina. Ma i filmati della contestazione avrebbero fatto il giro del mondo e il Vaticano ha ritenuto un danno all'immagine insopportabile per Benedetto XVI. Qualche altro leggerà per lui il suo intervento giovedì all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza.
Stamane l'occupazione del Rettorato, un'occupazione pacifica, lontana dalla violenta reazione di 30 anni fa quando nella Sapienza occupata fu cacciato Luciano Lama, ma decisa e convinta. Poi l'annuncio della Santa Sede intorno alle 17, quando gli studenti erano riuniti in assemblea per decidere la "settimana anticlericale".
Il premier condanna "chi ha provocato tensioni": "Nessuna voce deve tacere nel Paese, a maggior ragione quella del Papa".
Profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI", "solidarietà forte e convinta alla sua persona" e un invito rinnovato "affinché possa mantenere il programma originario". Così Romano Prodi commenta l'annullamento della visita, prevista per il prossimo giovedì 17 gennaio, di Benedetto XVI a La Sapienza di Roma.
A esprimere "profondo rincrescimento"è anche il presidente del Senato,
Franco Marini. "Conosco anch'io La Sapienza - aggiunge - non come insegnante ma come allievo, tanti fa. Ho un'idea dell'Istituzione-università: un'istituzione di confronto libero e aperto a tutti e con il rispetto di tutti". Rammarico "sincero" anche da parte del ministro dell'Università,
Fabio Mussi, dispiaciuto "che si siano create queste condizioni: l'università è un luogo che accoglie, non che respinge".
La mancata partecipazione del Papa alla cerimonia del 17 gennaio rappresenta "una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee e il rispetto delle istituzioni", si legge in una nota diffusa dal sindaco di Roma, e segretario del Partito democratico,
Walter Veltroni. Ogni critica, osserva Veltroni, "è legittima", mentre gli atteggiamenti di intolleranza "fanno male alla democrazia e alla libertà".
Il rettore dell'università,
Renato Guarini, parla di "una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico" ed esprime rammarico perché è mancata un'occasione importante, "quella di ascoltare la voce di uno studioso di grande fama conoscitore dei problemi della scienza e dell'etica".
1 commento:
Leggevo ieri un articolo di Belpietro su Panorama. Mi trovo d'accordo con lui nel vedere il caso Mastella, il caso rifiuti in Campania e le vicende della Sapienza, un trittico che affonda ulteriormente l'immagine italiana sulla scena internazionale. Mi chiedo se sia più grave che un politico possieda tre reti televisive o che un manipolo di studenti mini la libertà di espressione di un altro individuo. Non lamentiamoci se la House of Freedom ci declassa.
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