Secondo un'inchiesta del secolo XIX, la figlia dell'ex ministro della Democrazia cristiana, avrebbe ottenuto una cattedra all'Università di Palermo senza averne i titoli. Mussi indaga sulla vicenda.
La Rognoni, che attualmente risulta professore associato in cultura bizantina nell'ateneo palermitano, avrebbe ottenuto quella cattedra senza concorso, in quanto “maitre de conferences all'Ecole des Hautes Etudes des Sciences Sociales”, prestigioso istituto francese. Ma, secondo il Secolo XIX, Cristina Rognoni non è mai stata maitre des conferences alla scuola d'oltralpe, dove avrebbe semplicemente frequentato un dottorato. Un po’ poco per meritarsi una cattedra universitaria in Italia saltando gli estenuanti concorsi pubblici. Di fatto la Rognoni non risulta aver mai fatto parte del corpo docenti dell’ateneo francese, neppure come docente a tempo determinato. E allora? Non vuol sentir parlare di nepotismi il rettore dell’ateneo palermitano Giuseppe Silvestri, e alza le braccia di fronte all’inchiesta giornalistica. Ma il ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, in una nota, fa sapere che "come è già avvenuto in passato in caso di analoghe inchieste giornalistiche che mettevano in dubbio la sussistenza delle condizioni per il rientro, al fine di fare chiarezza e di assumere le decisioni del caso, ha incaricato gli uffici del ministero di verificare l'iter del procedimento". "Il ministro - prosegue la nota del Miur - ha chiesto altresì al Consiglio universitario nazionale (Cun) di approfondire e di accertare gli elementi in base ai quali il Cun stesso ha deliberato il proprio parere favorevole. Tale verifica sarà svolta in tempi brevi al fine di fugare ogni dubbio, e garantire al sistema universitario nazionale trasparenza e legittimità ".

Nessun commento:
Posta un commento