In questi giorni l’Unione degli Universitari ha ricevuto moltissime denunce da parte di candidati che sono stati testimoni di anomalie tali da compromettere i principi basilari della par condicio fra i candidati, di correttezza e di rispetto della legge durante l’espletamento della prova di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. La gravità dei fatti segnalati ha indotto l’Udu a denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica di Roma fornendo un copioso dossier esplicativo di tutti gli illeciti commessi nei singoli atenei. Le principali segnalazioni che riguardano 30 Atenei di 25 città sono state da raccolte in un libro bianco (scaricalo) che questa mattina, dopo averlo consegnato nei giorni scorsi al Ministro Mussi ed al Prefetto Serra, Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, è stato presentato alla stampa
L’attuale meccanismo dei test d’ingresso non può però essere ripetuto anche il prossimo anno, per questo la legge 264/99 và cambiata uniformandola a quelle degli altri paesi europei. Tutti devono potere accedere ai più alti gradi della formazione. Non possono essere le ristrettezze economiche a cui sono sottoposte le Università a stroncare attraverso la lotteria dei quiz le aspirazioni di centinaia di migliaia di studenti.
Non siamo disposti ad accettare rinvii su questo punto, ci aspettiamo quindi che si arrivi immediatamente ad una proposta di legge condivisa con noi studenti. Per questo, oltre all’azione legale continueremo a mobilitarci anche nelle prossime settimane contro il numero chiuso, per la legalità e per l’accesso al sapere.
Ecco un'interessante lettera proveniente da Brescia:
Gent. Le Avvocato Bonetti Le scrivo in qualità di prossimo ed ennesimo interessato all’azione di ricorso circa i test per l’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia. Il mio nome è A. A. sono nato a Palermo il non più vicino 1976, sono laureato in Scienze Politiche con il massimo dei voti e sono responsabile di un’azienda di Firenze. La premessa era d’obbligo per farLe avere qualche dato circa la mia condizione di candidato non proprio sprovveduto, amgari sognatore perché alla mia età penso di poter diventare dottore, ma almeno non sono un giovincello di primo pelo. Le riassumerei di seguito le impressioni della giornata dell’ 4 Settembre 2007.
Apporterò a tal fine le mie impressioni negative circa l’andamento della prova.
Sebbene fino alla fase dell’identificazione nulla è stato condotto in maniera sospetta sui seguenti punti, successivi alla fase indicata, mi preme elencarli quali oggetto di perplessità:
1- L’afflusso alle toilettes per i candidati dell’aula 1, divisi per lettera alfabetica, è stato costante e poco rilevante fino alla consegna delle scatole e dell’apertura delle stesse. Non appena aperte le scatole ed iniziata la distribuzione per le altre aule, giacché i pacchi sono stati tutti aperti in aula 1, è stato un crescendo di impellenti bisogni, si è addirittura creata una fila a 3 minuti dalle ore 11.00. Circa una ventina di aspiranti universitari fra le 10.45 e le 10.55, quanto tutti quelli che avevano usufruito dei servizi fra le 08.00 e le 10.45. Scontato sottolineare che vi era un via vai in corridoio di candidati e buste.
2- Nonostante il conteggio minuzioso delle buste, erano quattro persone che si dividevano il compito della distribuzione, alle 10.55 rientra in aula 1 un signore di un’altra aula affermando che, oltre le buste consegnategli (120 circa) ne mancavanno ancora 3, un minimo di perplessità e gli son state concesse le tre buste senza colpo ferire;
3- Iniziato il test non ho fatto tanto caso ai movimenti in corridoio, seppur presenti;
4- Verificata l’assurdità di alcune domande, ad esempio quella sul neoguelfismo che era mal posta, ho capito che la 79 era errata e la 71 almeno eccentrica;
5- Alla consegna del mio compito, nonostante avessi seguito le istruzioni del foglio informativo, e perciò riposto tutto il necessario nella busta, mi è stato chiesto di tirar fuori dalla busta tutti i fogli e che al resto ci avrebbero pensato loro, una firma e via. Mi sembra alquanto sui generis lcome procedura! Tanto valeva non mettere alcuna busta nel plico consegnato agli studenti. Non si saprà mai se il mio compito è stato manomesso giacché avevo lasciato non segnate 25 domande. Di circa 40 ho la certezza di aver risposto correttamente. Ho totalizzato 28 e qualcosa. Rimango perplesso e chiedo se la consegna del foglio delle risposte in mano altrui sia procedura idonea allo scopo di un concorso: garantire la certezza di una valutazione giusta. Penso che la busta fornita per chiudere i propri fogli dovesse assolvere proprio questa funzione di garanzia. In qualità di Responsabile d’Azienda e supervisore delle procedure gare ll.pp. italiani ed esteri di certezza degli incartamenti ne so qualcosa.
Aspetto Sua gradità risposta, nel frattempo Le porgo i miei cordiali saluti.
A. A.
....Meditiamo....
giovedì 27 settembre 2007
Udu: presentato il libro bianco sulle irregolarità...
In questi giorni l’Unione degli Universitari ha ricevuto moltissime denunce da parte di candidati che sono stati testimoni di anomalie tali da compromettere i principi basilari della par condicio fra i candidati, di correttezza e di rispetto della legge durante l’espletamento della prova di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia. La gravità dei fatti segnalati ha indotto l’Udu a denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica di Roma fornendo un copioso dossier esplicativo di tutti gli illeciti commessi nei singoli atenei. Le principali segnalazioni che riguardano 30 Atenei di 25 città sono state da raccolte in un libro bianco (scaricalo) che questa mattina, dopo averlo consegnato nei giorni scorsi al Ministro Mussi ed al Prefetto Serra, Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, è stato presentato alla stampa
L’attuale meccanismo dei test d’ingresso non può però essere ripetuto anche il prossimo anno, per questo la legge 264/99 và cambiata uniformandola a quelle degli altri paesi europei. Tutti devono potere accedere ai più alti gradi della formazione. Non possono essere le ristrettezze economiche a cui sono sottoposte le Università a stroncare attraverso la lotteria dei quiz le aspirazioni di centinaia di migliaia di studenti.
Non siamo disposti ad accettare rinvii su questo punto, ci aspettiamo quindi che si arrivi immediatamente ad una proposta di legge condivisa con noi studenti. Per questo, oltre all’azione legale continueremo a mobilitarci anche nelle prossime settimane contro il numero chiuso, per la legalità e per l’accesso al sapere.
Ecco un'interessante lettera proveniente da Brescia:
Gent. Le Avvocato Bonetti Le scrivo in qualità di prossimo ed ennesimo interessato all’azione di ricorso circa i test per l’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia. Il mio nome è A. A. sono nato a Palermo il non più vicino 1976, sono laureato in Scienze Politiche con il massimo dei voti e sono responsabile di un’azienda di Firenze. La premessa era d’obbligo per farLe avere qualche dato circa la mia condizione di candidato non proprio sprovveduto, amgari sognatore perché alla mia età penso di poter diventare dottore, ma almeno non sono un giovincello di primo pelo. Le riassumerei di seguito le impressioni della giornata dell’ 4 Settembre 2007.
Apporterò a tal fine le mie impressioni negative circa l’andamento della prova.
Sebbene fino alla fase dell’identificazione nulla è stato condotto in maniera sospetta sui seguenti punti, successivi alla fase indicata, mi preme elencarli quali oggetto di perplessità:
1- L’afflusso alle toilettes per i candidati dell’aula 1, divisi per lettera alfabetica, è stato costante e poco rilevante fino alla consegna delle scatole e dell’apertura delle stesse. Non appena aperte le scatole ed iniziata la distribuzione per le altre aule, giacché i pacchi sono stati tutti aperti in aula 1, è stato un crescendo di impellenti bisogni, si è addirittura creata una fila a 3 minuti dalle ore 11.00. Circa una ventina di aspiranti universitari fra le 10.45 e le 10.55, quanto tutti quelli che avevano usufruito dei servizi fra le 08.00 e le 10.45. Scontato sottolineare che vi era un via vai in corridoio di candidati e buste.
2- Nonostante il conteggio minuzioso delle buste, erano quattro persone che si dividevano il compito della distribuzione, alle 10.55 rientra in aula 1 un signore di un’altra aula affermando che, oltre le buste consegnategli (120 circa) ne mancavanno ancora 3, un minimo di perplessità e gli son state concesse le tre buste senza colpo ferire;
3- Iniziato il test non ho fatto tanto caso ai movimenti in corridoio, seppur presenti;
4- Verificata l’assurdità di alcune domande, ad esempio quella sul neoguelfismo che era mal posta, ho capito che la 79 era errata e la 71 almeno eccentrica;
5- Alla consegna del mio compito, nonostante avessi seguito le istruzioni del foglio informativo, e perciò riposto tutto il necessario nella busta, mi è stato chiesto di tirar fuori dalla busta tutti i fogli e che al resto ci avrebbero pensato loro, una firma e via. Mi sembra alquanto sui generis lcome procedura! Tanto valeva non mettere alcuna busta nel plico consegnato agli studenti. Non si saprà mai se il mio compito è stato manomesso giacché avevo lasciato non segnate 25 domande. Di circa 40 ho la certezza di aver risposto correttamente. Ho totalizzato 28 e qualcosa. Rimango perplesso e chiedo se la consegna del foglio delle risposte in mano altrui sia procedura idonea allo scopo di un concorso: garantire la certezza di una valutazione giusta. Penso che la busta fornita per chiudere i propri fogli dovesse assolvere proprio questa funzione di garanzia. In qualità di Responsabile d’Azienda e supervisore delle procedure gare ll.pp. italiani ed esteri di certezza degli incartamenti ne so qualcosa.
Aspetto Sua gradità risposta, nel frattempo Le porgo i miei cordiali saluti.
A. A.
....Meditiamo....
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