venerdì 10 agosto 2007

Qualità degli Atenei, exploit di Brescia

Con un balzo vertiginoso l’Università di Brescia torna nelle posizioni alte!! L’annuale classifica degli atenei italiani elaborata dal Sole 24 Ore sulla base dei dati raccolti dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu), porta la nostra Statale dalla 38esima alla 25esima posizione tra i 58 atenei pubblici. Punti di forza: autofinanziamento e soprattutto di laureare gli studenti nei tempi canonici (anche se deve ancora ridurre il numero di chi molla al primo anno). Sul gradino più alto del podio l'università di Modena e Reggio Emilia che spodesta il Politecnico di Milano. Fanalino di coda Palermo, che sostituisce Lecce risalita di due posizioni. Le università emiliane, tra l’altro, fanno tutte bene, con Parma al terzo posto, Ferrara al quinto, Bologna al 15esimo. In Lombardia, invece, l’eccellenza spetta a Pavia, stazionaria in un ottimo settimo posto. La Statale di Milano «precipita» in 35esima posizione e Bergamo in caduta libera finisce al posto 49. Nel vicino Veneto, perdono colpi Padova, che va al 4' posto e Verona deve accettare di essere trentesima. Persino Trento, che negli anni scorsi aveva conosciuto l’ebbrezza del vertice è spinta da un trend negativo al 20' posto. Perciò non è un caso che quasi tutti i 7 indicatori presi in considerazione dalla classifica contribuiscano a portare in alto il punteggio finale di Brescia. L’attrattività indica la quota di immatricolati provenienti da fuori regione, ed è un punto di forza soprattutto degli atenei storici come Bologna, Brescia si conferma università sostanzialmente al servizio del suo territorio. L’indice di affollamento, definito dal rapporto tra docenti di ruolo e numero di studenti in corso. Ed è uno dei punti di forza di Brescia, che sfodera un punteggio superiore persino al terzetto di testa (Modena e Reggio, Milano Politecnico, Parma). La dispersione conteggia le mancate iscrizioni al secondo anno in rapporto al totale degli iscritti. E’ uno degli indicatori decisivi. A Brescia ogni 100 matricole, 3.8 non vanno avanti. Ancora troppe. Per trovare chi fa peggio bisogna scendere verso il basso in classifica. La dispersione ancora alta contribuisce a spingere in su pure l’indice di inattività (la quota di studenti che non acquisisce crediti nel corso dell’anno). A Brescia sono il 17.7 per cento degli iscritti, più dell’anno scorso quando si erano fermati al 15.7. È il neo, il passo indietro, in una generale situazione di miglioramento, che ci allontana dall’11.8 da primato assoluto delle capolista Modena e Reggio. Quanto alla quota di laureati nei tempi, la Statale bresciana non ha rivali, e con un 28.9 per cento cede il passo solo al 33.7 della reginetta Modena e di Reggio. Nessun altro ateneo arriva a tanto. Infine, l’autofinanziamento misura la quota di entrate proprie nel triennio 2003/05, e Brescia si piazza in testa con un 34.5 per cento, con le migliori (Piemonte Orientale, L’Aquila, Macerata, Calabria) tra il 40 e il 45. E così si torna verso l’elite. Avanti così....

1 commento:

Sebastiano ha detto...

Espo, saresti così gentile, se puoi, da mandarmi un qualche tipo di documento con la classifica, sembra introvabile. In più l'anno passato c'era anche una graduatoria sulle facoltà (Inge di Brescia era ottava se non sbaglio) e mi piacerebbe vedere come siamo messi ora. Grazie e a presto [#150]