
Per quanto riguarda l'Università e la Ricerca, gli obiettivi devono essere ambiziosi, ancorchè coerenti con gli equilibri finanziari pubblici.
Nel Dpef c'è scritto che "
A monte dell'investimento diretto in ricerca, occorre aumentare e riqualificare quello in formazione universitaria (dallo 0,88 per cento attuale all'1,2 per cento rispetto al Pil, compatibilmente con i vincoli finanziari), migliorando la qualità attraverso
sistemi premiali, eliminando zone di inefficienza, e promuovendo rigore, trasparenza e migliori pratiche di gestione. Inoltre, è di vitale importanza il contributo che l'università deve offrire alle attività di formazione e apprendimento permanente a livello qualificato, rivolte al settore privato, ai professionisti, alla pubblica amministrazione e ai lavoratori in cerca di migliore qualificazione."
Alcune innovazioni importanti sono già in corso quali:
- l'agenzia di valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR);
- il nuovo sistema di reclutamento dei ricercatori nell'Università e negli Enti di ricerca;
- il riassetto del finanziamento della ricerca scientifica che comprende il Piano nazionale della ricerca 2008-2010;
- il Fondo unificato (First);
- una politica concertata con i Ministeri per lo Sviluppo Economico e per l'Innovazione per il Fondo competitività Industria 2015;
- le iniziative CIPE;
- gli accordi-quadro con le Regioni;
- il riordino degli Enti di ricerca;
- la revisione dei tre cicli di studio universitari in coerenza con lo spazio europeo della formazione superiore.
Altre innovazioni sono necessarie riguardo alle risorse umane e al sistema di governo delle Università e degli Enti, nel quadro delle compatibilità finanziarie.
Ecco l'estratto dal "Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2008-2011"
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